lunedì 13 settembre 2010

Ijime


L'avevo notata fin dal primo giorno. Su di lei pesava l'angoscia di una maledizione. Si fingeva trasparente ma la sua capigliatura era così folta e gonfia da guastare la perfezione delle altre alunne. Ho pensato ad un brutto anattroccolo quando ho incrociato il suo sguardo. Poi ho rivisto i miei 15 anni e ho ricordato che io ero pure peggio. Eppure sono sopravvissuto, ce la farà anche lei. Ho ripreso a spiegare i saluti. Ripetevano "Buongiorno", "Ciao", "Arrivederci" all'unisono. Le voci vibravano limpide e cristalline. Queste sono studentesse modello, ragazzine esemplari ed educate. Ero soddisfatto. Poi è venuto il momento di mettere in pratica quello che avevano imparato. Ho chiesto loro di voltarsi verso la rispettiva compagna di banco e di salutarsi guardandosi negli occhi. Tutto bene fino al suo turno. La ragazzina che avrebbe rivolgerle il saluto mi fissava smarrita , indicando le compagne rispettivamente davanti e dietro la sua postazione: chi doveva salutare? Aveva deciso di ignorare il banco adiacente. Chiedeva consiglio a me, per evitare quella situazione che le creava imbarazzo. Ho alzato la voce innervosito: "Alla compagna di fronte a te, come del resto hanno fatto tutte le altre fino ad ora." La ragazzina spazientita ha salutato l'aria pesante che le stava di fronte. Non c'era nessuno per lei seduta nel banco di fronte. Una vera scocciatura questa lezione di italiano. Quanto a Miho, la ragazzina dai capelli crespi, mi guardava come se fosse la prima volta che la sua presenza venisse messa in discussione all'interno della classe. Lei lì non esisteva per nessuno, neppure per se stessa. Probabilmente è ignorata dagli stessi professori. Ho continuato a spiegare come se niente fosse fino allo squillo della campanella. La ragazzina è tornata nuovamente invisibile in mezzo al vociare del cambio d'ora. Potrei trattarla meglio delle altre, farle capire che sono dalla sua parte, ma forse le attirerei solo ulteriori antipatie. Miho deve trovare la forza di reagire da sola. Forse non ora, ci vorranno degli anni. Per me è stato lo stesso: sezione B, Liceo Classico Gabriello Chiabrera. Alcuni giorni erano veramente infernali. Ma lì si trattava di divergenze politiche.

4 commenti:

kt ha detto...

mi hai portato alla mente ricordi passati e quelle precise sensazioni, grazie.

gabriele rebagliati ha detto...

martire o carnefice?

Paola ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Paola ha detto...

Credo di sapere piuttosto bene a cosa ti riferisci! :)