giovedì 12 agosto 2010

Yuka leaves Tokyo at 10 a.m.

E Yukako è stata portata via dal presagio del tifone. E' partita in fretta rinunciando al pranzo di mezzogiorno. Avevo avvertito la sua preoccupazione nella sala del karaoke la sera prima a Ueno. Non riuscivo a smettere di cantare. Ho dato fondo a tutte le mie energie. Ero sereno e il colore del cielo non mi turbava. Lei invece rimuginava sulla canzone che desiderava cantare ma che non osava proporre. E' arrivata all'improvviso a spezzare la catena di canzoni in inglese intonate dal sottoscritto e da Vivien, inebriata dalla sua prima volta in un karaoke giapponese. E' stata scelta con i mezzi digitali senza essere condivisa con gli altri partecipanti. Un'esecuzione impeccabile, una canzone triste. La sera prima della partenza si perdono le speranze per il giorno seguente. In viaggio fino a tardi senza neppure un libro da leggere. Mi considero fortunato ad alleviare le mie solitudini con la lettura. Certi viaggi sono troppo lunghi e dolorosi. E' un'amicizia che dura da 10 anni e viene vissuta a singhiozzo. Forse è per questo che si protrae così stabile nel tempo. Questa volta non ho pianto perchè è stato veramente troppo breve. Penso ai prossimi mesi senza di lei e immagino il nostro prossimo incontro. Ricco di novità e accompagnato da un sole luminoso, questa volta.

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