martedì 17 agosto 2010

Saori è un'aliena (esiste solo il titolo)

Generare un racconto in una lingua straniera è impresa tutt'altro che scontata. Ho cominciato a scrivere il nucleo della storia in italiano, poi l'ho tradotto in giapponese. A quel punto ho tentato di sviluppare l'intreccio abbandonando la mia lingua madre, servendomi del repertorio di espressioni giapponesi a mia disposizione senza mediazioni con l'italiano. Notando che il risultato cominciava ad assomigliare troppo ad un libretto di istruzioni piuttosto che ad una storia, sono tornato sui miei passi e ho riabbracciato la mia penisola e la musicalità della sua lingua. Ancora una volta però subentrava il problema di come rendere le espressioni originali in italiano nei loro corrispettivi ideografici adeguati. E' sceso in campo l'inglese come lingua della mediazione fra due grammatiche inconciliabili. Nel formato di un dizionario cibernetico infallibile che mi è stato consigliato da un amico bulgaro. Il risultato è che per scrivere un racconto in giapponese sono costretto a passare per tre fasi di gestazione. Un vero e proprio parto se comparato alle tesine dell'università, infarcite di linguaggio tecnico e asettico e paradossalmente più semplici da completare (ci sono centinaia di libri a cui attingere in caso di mancata ispirazione ;( )Detto ciò ho solo un mese di tempo e 10000 spazi vuoti attendono impazienti di essere riempiti da ideogrammi dotati di un senso compiuto . Non voglio arrendermi... Ancora no...

6 commenti:

Sou ha detto...

Ciao, ho trovato questo blog e ho leto qualcosa, spero non ti dispiaccia :) che tipo di racconto devi scrivere? capisco quanto sia difficile scriverlo in giapponese, e penso che passare per l'inglese sia la soluzione migliore!
buon lavoro!:)

gabriele rebagliati ha detto...

Ciao Sou:) Figurati sono felice di ricevere consigli da oltre oceano:) Fare lo scrittore e difficile ma anche stimolante...Ho poco tempo per scrivere ma con l'arrivo dell'autunno mi cimenterò ancora di più in questa attività che mi porta tante tante soddisfazioni. Continua a seguirmi !!!

Federica ha detto...

Ciao! Ma sai che quello che hai scritto mi riporta alla mia tesi di laurea? L'avevo fatta su una scrittrice haitiana che è andata a vivere in Spagna, scappata dalla dittatura di Papa Doc, e che ha scritto il primo romanzo della sua vita, su Hhaiti, in spagnolo. Lei ha scelto di scrivere in spagnolo perchè il creolo, la sua lingua madre, non è conosciuta dai più e il francese, la lingua impostale a scuola, non avrebbe potuto dar voce alle donne haitiane, ma ha conservato per alcune ,poche espressioni, i vocaboli creoli e francesi, per sottolinerane la forza, il valore..Non ti arrendere, è un omaggio a un paese che tu ami , uno sforzo che sarà certamente ripagato !

Paola ha detto...

Grande Gabu! Insisti e non ti scoraggiare! Sono con te :-)

gabriele rebagliati ha detto...

Grazie ragazze, ci provo!!Ma sai Fede che sto studiando proprio la situazione linguistica ad Haiti? Il mio master è in sociolinguistica e mi occupo di questo tipo di problematiche...Ma tu puoi parlare creolo? Mi piacerebbe chiederti un po' di cose in proposito:) Comunque tengo duro e scrivo a tempo di musica sperando che qualcuno poi corregga i miei inevitabili errori...

Federica ha detto...

Dai! No, figurati! Poi c'è creolo e creolo.. posso metterti in contatto con qualcuno che parla creolo però se vuoi.. La scrittrice con cui ho fatto la tesi , oppure un amico o un mio ex, ma loro due parlano creolo delle antille francesi, che è diverso da quello haitiano e poi, tra i miei contatti di fb, c'è anche una ragazza, amica di un'amica, che ora si trova ad Haiti per progetto di cooperazione.. insomma, ti posso dare i contatti se vuoi ..molto interessante cmq l'argomento! Lo sapevi che io ho fatto l atriennale in mediazione linguistica? Adoro i contatti tra lingue diverse.. producono fenomeni interessanti, ma soprattutto svelano molte cose spesso.. se ritrovo il file della mia tesi te lo invio via email