sabato 28 agosto 2010

Murasaki scarf




E' inutile gareggiare con i giapponesi quanto a generosità. Faranno sempre in modo di saldare il conto. E non resta che accennare un inchino maldestro per ammettere che per l'ennesima volta vincono loro. Ero l'unico straniero presente alla cerimonia del 90esimo anniversario dell'azienda Futaba . Di solito in queste occasioni le cose mi riescono meglio se ho sorseggiato un bicchierino di vino prima. Mi sono avvicinato al bar e il signore davanti a me indossava una bellissima sciarpa di seta viola. Non ho potuto fare a meno di accennare un'espressione di apprezzamento per quel capo così pregiato. Il signore mi ha sorriso divertito, niente di più. Sono tornato al quartier generale con una birra, un vino bianco e un succo d'arancia per gli amici che mi avevano portato lì. Tempo di recuperare la mia posizione che mi sono sentito tirare per il collo. Il signore mi ha avvolto la sciarpa intorno al corpo. Era un tessuto così pregiato che mi dava i brividi. Io che non ho mai fatto particolarmente caso agli articoli di lusso o alle firme ora indossavo l'oggetto più costoso della festa. Il signore era un sarto. Ha impiegato due mesi per tessere quella sciarpa. Da novembre le sue creazioni saranno vendute all'Isetan a prezzi astronomici. Mi è venuto mal di testa. Un mio gesto sbagliato e la sciarpa si sarebbe macchiata, sgualcita o insudiciata, provocando le ire del mio benefattore. Ha detto che su di me donava di più il colore. Sarà. Ma per tornare a casa è stata un'impresa. Le strade di Koenji gremite di gente per la festa. Calibravo ogni passo perchè la sciarpa non volasse via o rimanesse impigliata da qualche parte in tutto quel trambusto. Forse potevo semplicemente metterla in borsa ma non avevo voglia di toglierla nonostante i 32 gradi delle nove di sera. E il signore? Ad un certo punto della festa si è congedato, con un'energica stretta di mano. E adesso? In questi casi qual è il comportamento adatto? Di certo non posso permettermi un regalo dello stesso valore per sdebitarmi. Ma nello stesso tempo non ci penso neppure a restituirla...La verità è che è diventata mia nel momento stesso in cui l'ho vista. Cambiare la mia vita per la sciarpa murasaki è il mio modo di ringraziare.

4 commenti:

Sou ha detto...

eh sì, è davvero bella. e ti invidio :D io probabilmente sarei cascato a terra se mi fosse successa una cosa del genere!
leggo che frequenti/abiti Koenji, quanti ricordi... amo quel quartiere!
tieni stretta la sciarpa e inizia a ringraziarla! :)

gabriele rebagliati ha detto...

nonostante il caldo torrido a tokyo c'è qualcuno che va in giro già in abiti invernali...e il colore viola mi piace proprio:)

Federica ha detto...

incontri non casuali..

Sou ha detto...

il murasaki è un bel colore, e poi è iki! eheh